11/23/16

Spiritualità-“Vediamoci meglio”

La ricerca di un senso dell’esistenza è insita nell’uomo e sta alla base della spiritualità anche in assenza di consapevolezza, anche quando la si ignora, si diventa atei o puri razionalisti La crescita spirituale, allo stesso modo di quella personale, è un percorso che dura una vita, si arricchisce di incontri, rivelazioni, intuizioni e fragilità come risorse. E’ un cammino nella propria interiorità. Continue reading

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11/23/16

Lavoro e salute – La comunicazione emotiva

Nella società attuale, che privilegia l’apparire e stimola la crescita al successo materiale, accade che all’interno del luogo di lavoro, già di per se fonte di stress, si possano rilevare comportamenti al limite della correttezza, talvolta della legalità. In questa lettura ci limitiamo ad osservare la persona e i suoi bisogni nel contesto lavorativo. Lavorando nel campo dell’educazione e della crescita personale mi rendo conto che esiste ancora, una condizione diffusa, soprattutto in ambito sociale. Continue reading

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11/23/16

La forza del Pensiero Creativo-Positivo

La forza del pensiero creativo- positivo Pensare positivo non significa raccontarsi la favola che va sempre tutto bene ( questo è ciò che pensa chi oggi sostiene il limite del pensiero positivo ),vuol dire modificare convinzioni e atteggiamenti pessimisti che conducono all’apatia e al vittimismo. Pensare positivo significa “risolvere vecchi problemi con nuovi sistemi”, in modo creativo. Creatività intesa come atteggiamento che ci consente di proporre (creare) soluzioni diverse dinnanzi ai problemi. E’ bene, dunque, parlare, di pensiero positivo creativo. Pensare in modo creativo vuol dire controllare i pensieri negativi, imparare a modificarli positivamente, parlare in modo costruttivo, agire e lasciarsi andare a nuove soluzioni in ogni campo. Continue reading

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11/22/13

Iperattivi o solo incompresi? – Riza.it

Il sito  Riza.it ha recentemente pubblicato un articolo che condivido molto volentieri: Iperattivi o solo incompresi? – Riza.it.
A volte il mondo degli adulti può non comprendere e mal tollerare le esuberanze dei piccoli e considera disturbo ciò che non riesce o non sa gestire

“Disturbo caratterizzato da disattenzione, iperattività e impulsività”: è questa la definizione che danno i dizionari medici di un problema, oggi sempre più diffuso tra i bambini. Stiamo parlando dell’ADHD, cioè la sindrome da deficit di attenzione e iperattività. I bambini che ne soffrirebbero sono costantemente su di giri, pronti a passare da un’attività all’altra. Non mancano i guai a scuola che con le sue inevitabili costrizioni evidenzia in modo macroscopico le caratteristiche del piccolo iperattivo rispetto agli altri bambini cosiddetti “normali”.

AD HD: un problema “aperto”

La questione del bambino iperattivo è da molto tempo oggetto di contrasti ideologici fra chi pensa che sia una vera e propria malattia con un’origine genetica e chi invece crede che sia un falso problema creato ad arte dalle industrie farmaceutiche e frutto dell’incapacità degli adulti di gestirlo. A noi, personalmente, piace di più la seconda ipotesi. Con questo non vogliamo negare il disagio che effettivamente alcuni bambini vivono, ma il modo in cui viene affrontato con il ricorso troppo facile alla pillolina calmante spesso senza indagare le cause. Quando invece, al contrario, sotto il movimento continuo scalpita una particolare sensibilità che esplode perché non viene riconosciuta e valorizzata.

Le cause

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